Tre partite giocate di cui una ottima, una appena sufficiente e l'ultima decisamente negativa. Il diminuendo di Alexandre Pato ha posto, nella critica, dubbi circa la capacità del giocatore di essere sempre decisivo. Il Milan non ci sta e si stringe attorno al suo talentino. In primis la colonia verdeoro, con Kakà che smorza i toni della critica e Ronaldo che lo vorrebbe sempre al suo fianco. Ancelotti non è preoccupato.
Al massimo il problema può essere solo tattico e riguarda l'utilizzo del tridente con Seedorf in campo, modulo meglio noto con il nome di "quadrilatero". Nessuna discussione sul talento del baby prodigio rossonero, non si riuscirebbe a essere coerenti con quanto affermato dopo la prima gara, a San Siro, contro il Napoli disputata da Alexandre Pato. E' vero che ha faticato, e non poco con Udinese e Atalanta, ma i partenopei non sono squadra assolutamente inferiore a bianconeri e nerazzurri, pertanto le difficoltà del gioiello rossonero sono da ricercarsi altrove e non in una presuntuosa analisi circa le qualità del giocatore. Normale apprendistato spiegano in casa Milan, qualche pressione di troppo, prevedibile si era detto, e la volontà di insistere su un campione su cui si è fatto un investimento importante e che ha mostrato, questo è fuor di dubbio, di avere i numeri. Numeri nei quali sono ricompresi anche i suoi 18 anni, quelli che non gli consentono, per un pizzico di esperienza in meno, di decidere, sempre e comunque, ogni partita.
Il Milan sapeva benissimo che Pato non avrebbe risolto i problemi, ma che sarebbe stato sì un giocatore importante. La critica ha preso la palla al balzo per "denigrare" l'acquisto rossonero, ma i compagni hanno fatto quadrato intorno a lui per proteggerlo. Ronaldo ha già fatto sapere di volerlo sempre al suo fianco, Kakà ha ammesso che servirà un po' di pazienza per vederlo esprimersi al massimo delle sue potenzialità. I tifosi sono pronti ad aspettarlo e Ancelotti deciso a puntare su di lui. D'altronde chi si è sbilanciato con certi paragoni e dichiarazioni, deve credere fortemente nelle qualità di Pato, occorre pazienza, però, guai a pensare che i problemi rossoneri li possa risolvere un campione che ha bisogno, come tutti, di un normale percorso di apprendistato.
